Milano continua a consolidare il proprio ruolo di capitale gastronomica italiana ed europea. Le nuove aperture del 2026 non sono semplici novità di stagione, ma segnali chiari di una trasformazione in atto: internazionalizzazione dei brand, valorizzazione degli skyline urbani e consolidamento di format regionali ad alta identità.
Tra le aperture più rilevanti degli ultimi mesi emergono tre indirizzi che, per posizionamento e concept, contribuiscono a ridefinire la geografia del mangiare a Milano.
SUSHISAMBA alla Torre Velasca: un brand globale in un’icona milanese



L’arrivo di SUSHISAMBA Milano segna un passaggio simbolico per la città. Il gruppo internazionale – già presente a Londra, Las Vegas e Dubai – ha scelto la storica Torre Velasca per la sua prima apertura italiana.
Il concept è noto: cucina fusion che combina Giappone, Brasile e Perù, con un’offerta che spazia dal sushi ai ceviche, fino alla robata grill, accompagnata da una cocktail list scenografica.
L’operazione, tuttavia, va oltre il menu. L’insediamento di un brand globale in uno degli edifici simbolo del centro città rappresenta un’operazione di riattivazione urbana: la Torre Velasca non solo come landmark architettonico, ma come spazio vissuto e frequentato.
Dal punto di vista strategico, Milano conferma la propria attrattività per i grandi gruppi internazionali della ristorazione.
SUSHISAMBA – Torre Velasca Mar-Mer 19:00-24:00, Gio-Sab 19:00-01:00, Dom-Lun Chiuso (salvo eventi), prezzo medio: circa 90/130 euro a persona per una cena completa
Voya Rooftop: la verticalità come linguaggio urbano



Nel quadrante nord-ovest della città, in cima alla Torre WJC in zona Portello, ha aperto Voya Rooftop, ristorante e cocktail bar che punta su un binomio ormai centrale nella scena milanese: vista panoramica e cucina contemporanea.
Il locale propone una formula trasversale, pensata per coprire più momenti della giornata, con una proposta gastronomica che alterna suggestioni asiatiche e mediterranee.
L’apertura si inserisce in un trend consolidato: la trasformazione degli edifici direzionali e residenziali in destinazioni gastronomiche ad alta esperienza. Il rooftop non è più solo un elemento accessorio, ma un vero e proprio dispositivo narrativo che valorizza la skyline cittadina.
Voya Rooftop – Torre WJC Portello Lun-Mer 19:00-24:00, Gio 19:00-01:30, Ven-Sab 19:00-03:00, Dom 19:00-01:30, prezzo medio: circa 80/120 euro a persona
Futura a Isola: l’identità regionale come valore competitivo



Di segno diverso, ma altrettanto significativo, è il caso di Futura Milano, pizzeria romana che ha scelto il quartiere Isola per la sua espansione milanese.
Impasto sottile e croccante, porzioni misurate, attenzione agli ingredienti e un ambiente essenziale: Futura intercetta una domanda crescente di autenticità regionale, confermando come Milano continui a essere un laboratorio di contaminazioni interne al panorama italiano.
Il successo registrato nelle prime settimane di apertura dimostra che, accanto ai grandi brand internazionali, rimane forte l’interesse per format più mirati e identitari.
Futura – Isola Tutti i giorni a pranzo e cena ( indicativamente12:00-15:00 – 19:00-23:00 ), prezzo medio: circa 20/30 euro a persona
Tre aperture, tre direzioni strategiche


Analizzando insieme questi tre indirizzi emergono tre traiettorie chiare:
Internazionalizzazione: Milano come hub per brand globali (SUSHISAMBA).
Esperienzialità verticale: skyline e rooftop come asset urbani (Voya).
Rafforzamento delle identità regionali: autenticità come valore competitivo (Futura).
Non si tratta di una semplice somma di nuove insegne, ma di una trasformazione strutturale del mercato cittadino, sempre più segmentato e orientato all’esperienza. Le nuove aperture del 2026 confermano una tendenza già evidente negli ultimi anni: Milano non è più soltanto una piazza nazionale di riferimento, ma un ecosistema gastronomico complesso, capace di attrarre investimenti internazionali e allo stesso tempo valorizzare format di nicchia.
La città continua a raccontarsi anche attraverso i suoi tavoli. E le nuove aperture, più che novità effimere, diventano indicatori precisi della direzione in cui Milano sta andando.