Urbanfile Go Drink | Milano – il Camparino: storia, restauro e l’aperitivo più iconico della città

Nel cuore più scenografico di Milano, affacciato direttamente sotto le arcate della Galleria Vittorio Emanuele II, Camparino in Galleria è molto più di un bar: è un luogo identitario, un simbolo del rito dell’aperitivo milanese e uno degli indirizzi che meglio raccontano il dialogo tra storia e contemporaneità della città.

Per Urbanfile Go Drink è impossibile non considerarlo una tappa fondamentale: qui Milano si osserva, si incontra e si beve, da oltre un secolo.

Un indirizzo che attraversa la storia di Milano

Il Camparino nasce ufficialmente nel 1915, per volontà di Davide Campari, figlio di Gaspare, proprio accanto al primo Caffè Campari aperto in Galleria nel 1867. Fin da subito diventa luogo di ritrovo per artisti, intellettuali, uomini d’affari e frequentatori del vicino Teatro alla Scala.

Tra queste sale sono passate alcune delle figure più rappresentative della Milano culturale del Novecento: dalla borghesia illuminata agli ambienti artistici legati alla Scapigliatura e al Futurismo, fino ai protagonisti della vita mondana cittadina. Un luogo dove l’aperitivo non era solo una bevanda, ma un vero fatto sociale.

Decorazioni, fregi e interni: un Liberty che resiste

Entrare al Camparino significa immergersi in un’eleganza senza tempo. Gli interni storici conservano ancora oggi elementi originali di grande pregio:

  • mosaici decorativi
  • boiserie in legno scuro
  • dettagli in ottone e ferro
  • banconi storici che raccontano decenni di ritualità

Il grande intervento di restauro e riallestimento, concluso negli ultimi anni, ha restituito centralità a questi elementi senza trasformare il locale in un museo. Il progetto ha saputo aggiornare gli spazi mantenendo l’anima originaria, rendendoli funzionali a una fruizione contemporanea e internazionale.

l Camparino oggi: spazi, sale e atmosfera

Oggi il Camparino si articola in più ambienti, ciascuno con una funzione precisa:

  • Bar di Passo
    Affacciato direttamente sulla Galleria, è il cuore pulsante del locale. Qui si viene per un Campari Seltz veloce, un aperitivo in piedi o una pausa durante lo shopping.
  • Sale interne storiche
    Ambienti più raccolti, ideali per una sosta più lunga, dove il tempo sembra rallentare tra specchi, luci calde e arredi storici.
  • Sala Gaspare Campari
    Spazio dedicato a eventi, degustazioni e momenti speciali, spesso su prenotazione. Un luogo che racconta l’eredità del brand e il futuro del bere miscelato.

Il risultato è un locale vivo, frequentato tanto dai milanesi quanto da un pubblico internazionale, sempre in equilibrio tra eleganza e informalità.

Cosa si beve: cocktail iconici e grandi classici

Il Camparino resta uno dei templi mondiali del cocktail a base Campari, ma con uno sguardo attento alla mixology contemporanea.

Tra i grandi classici immancabili:

  • Campari Seltz
  • Americano
  • Negroni
  • Campari Spritz

Accanto a questi, una selezione di cocktail signature e reinterpretazioni moderne, curate nei dettagli e nella presentazione. La carta è pensata per valorizzare il bitter, ma anche gin, vermouth e distillati selezionati.

Prezzi indicativi

(possono variare in base alla sala e all’orario)

  • Cocktail classici: 15–18 €
  • Signature cocktail: 18–22 €
  • Campari Seltz / Americano: da 12–14 €

L’aperitivo può essere accompagnato da una proposta gastronomica curata, con snack e piatti leggeri pensati per completare l’esperienza senza sovrastare il drink.

Orari e informazioni utili

Camparino in Galleria
📍 Galleria Vittorio Emanuele II, Milano

🕒 Orari indicativi

  • Tutti i giorni: 10:00 – 24:00
    (alcune sale possono avere orari differenziati)

💡 Consigliato:

  • per l’aperitivo classico milanese
  • come tappa iconica per chi visita Milano
  • per vivere la Galleria in uno dei suoi spazi più autentici

Perché il Camparino è ancora oggi un simbolo

Il Camparino non vive di nostalgia. È uno di quei luoghi che continuano a funzionare perché hanno saputo aggiornarsi senza tradirsi. Qui la storia non è un fondale, ma una presenza concreta, che accompagna ogni gesto: dal modo di servire un cocktail allo sguardo che si perde sotto la cupola della Galleria.

Un indirizzo che racconta Milano meglio di molte parole. E che, ancora oggi, definisce cosa significa davvero “fare aperitivo” in città.

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