Nel panorama della nuova ristorazione milanese esistono locali che nascono per seguire un trend. E poi ci sono progetti come Abba, che sembrano invece costruiti per durare. Nel cuore del Certosa District, in una zona della città ancora lontana dalle classiche rotte gastronomiche milanesi, lo chef Fabio Abbattista ha creato uno dei ristoranti più interessanti emersi negli ultimi anni a Milano.


Uno spazio essenziale, rigoroso e contemporaneo dove cucina, architettura e materia prima convivono dentro un ex pennellificio completamente trasformato. E dove la parola chiave non è spettacolarizzazione, ma identità. A poco più di un anno dall’apertura, Abba ha già conquistato la sua prima Stella Michelin, entrando rapidamente tra gli indirizzi più discussi della nuova alta cucina milanese.
Un ex pennellificio trasformato in fine dining contemporaneo



Il ristorante nasce all’interno di un ex spazio industriale in via Varesina 177, nel pieno del progetto di riqualificazione urbana del Certosa District. L’ambiente riflette perfettamente la filosofia dello chef: – linee essenziali – legni chiari – tonalità naturali – grandi vetrate – cucina a vista – pochissimi tavoli. Il risultato è uno spazio che richiama l’estetica nordica ma mantiene un’accoglienza profondamente italiana. Solo otto tavoli, circa trenta coperti e una sala luminosa costruita per mettere il cliente completamente al centro dell’esperienza gastronomica. La sera, con la luce più bassa e l’atmosfera raccolta, il locale cambia completamente percezione diventando quasi ovattato, intimo e silenzioso.
Fabio Abbattista: tecnica internazionale e radici pugliesi
Dietro il progetto c’è soprattutto la figura di Fabio Abbattista, chef pugliese con un percorso internazionale importante alle spalle. Prima di aprire Abba ha lavorato in alcune delle cucine più influenti d’Europa: – Le Gavroche a Londra – The Square – esperienze tra Roma, Atene e Franciacorta – fino agli anni all’Albereta Relais & Châteaux.



Ma Abba rappresenta probabilmente il suo progetto più personale. Una cucina che parte chiaramente dalla Puglia e dalle sue radici, ma che evita qualsiasi lettura nostalgica o tradizionale. Il suo approccio viene spesso raccontato attraverso tre parole: – prodotto – tecnica – gusto. La materia prima resta infatti il vero centro del progetto. Piccoli produttori, ingredienti selezionati, filiere virtuose e un lavoro molto preciso sul gusto, senza mai trasformare la tecnica in esercizio estetico.
Il menu: degustazioni, stagionalità e ricerca






La proposta gastronomica di Abba ruota principalmente attorno ai percorsi degustazione. Non esiste una vera carta tradizionale: il ristorante lavora soprattutto attraverso menu costruiti per raccontare la visione dello chef. Tra le formule principali: – Menu 0.1 – Menu 0.2 – Menu Abba..stanza – business lunch selezionato nei giorni feriali. Il menu “Abba..stanza”, pensato come percorso più breve, propone quattro portate rappresentative della cucina di Fabio Abbattista insieme alla focaccia dolce del ristorante. I percorsi più completi arrivano invece fino a 10-12 passaggi.
I piatti più interessantie un’identita’ senza sovrastrutture
La cucina di Abbattista lavora molto su contrasti, acidità, consistenze e stagionalità. Tra i piatti più raccontati dalle guide gastronomiche e dalle recensioni: – risotto all’acqua di pomodoro con olio al prezzemolo e crema di canocchie – lavarello con lenticchie nere e curcuma – melanzana ai carboni e cacioricotta – cappelletti di grano arso, testina di vitello e seppie – faraona cotta al fieno – “bistecca” di pomodoro – soufflé alla nocciola con gelato al burro salato. Molto presente anche il legame con la Puglia dello chef: – grano arso – piselli nani di Zollino – marasciuolo – ingredienti del territorio salentino reinterpretati in chiave contemporanea.






Uno degli aspetti più interessanti del progetto è il modo in cui Abba rifiuta la spettacolarizzazione tipica di parte del fine dining contemporaneo. Lo stesso sito del ristorante parla di: – cucina sincera – ospitalità discreta – assenza di formalismi – centralità del gusto. Il servizio segue infatti questa filosofia: preciso, elegante ma mai eccessivamente impostato. E anche l’ambiente contribuisce a questa sensazione: nessun lusso ostentato, nessuna teatralità inutile, ma un minimalismo caldo e molto coerente.
Il Certosa District e la nuova Milano gastronomica


Abba è anche uno dei simboli più interessanti della trasformazione gastronomica del nord-ovest milanese. La zona Certosa, per anni percepita come periferica rispetto alla Milano del design e della ristorazione, sta vivendo una forte riqualificazione urbana fatta di: – creatività – nuovi spazi culturali – design – musica – ristorazione indipendente. Ed è proprio in questo contesto che il ristorante di Fabio Abbattista sembra trovare la sua collocazione perfetta: un fine dining contemporaneo lontano dai cliché del centro città.
Informazioni utili
Ristorante Abba
Via Varesina 177, Milano
(Una Stella Michelin, Cucina contemporanea creativa)
Orari: martedì-sabato 12:30 – 14:00 19:30 – 22:00
Menu degustazione: – business lunch da 52 € – percorsi degustazione da 80 € fino a oltre 130 €
Sito ufficiale: www.ristoranteabba.com
instagram: @ristoranteabba