Urbanfile Go Eat | Amina in via Giulio Romano: a Milano il progetto di Monir Eddardary tra tradizione marocchina e nuova identità

Ci sono ristoranti che nascono come semplici aperture, e altri che portano con sé una storia precisa, personale e riconoscibile. Amina, in via Giulio Romano 15 a Milano, appartiene a questa seconda categoria.

Il progetto ruota attorno alla figura di Monir Eddardary, finalista di MasterChef Italia, che insieme ad Alessia Liotta ha deciso di trasformare un percorso personale in un luogo concreto. Il nome stesso del ristorante è un riferimento diretto alla zia Amina, figura centrale nella sua formazione gastronomica e nella memoria familiare.
Amina
non è solo un ristorante di cucina marocchina, ma un racconto costruito attraverso piatti, sapori e gesti che arrivano da lontano e trovano oggi una nuova forma in città.

Il progetto: una storia familiare che diventa ristorante

Dopo l’esperienza televisiva, Monir Eddardary sceglie Milano per sviluppare un progetto che non fosse semplicemente un ristorante etnico, ma un luogo capace di raccontare una cucina identitaria senza semplificazioni.
Accanto a lui Alessia Liotta, socia e parte attiva nello sviluppo del progetto, contribuisce a costruire un ambiente coerente, dove cucina e accoglienza seguono la stessa direzione.
Il risultato è uno spazio che evita gli stereotipi e lavora su autenticità e chiarezza: pochi elementi, una proposta precisa e un racconto che parte dalla famiglia per arrivare al pubblico milanese.

La cucina della tradizione marocchina tra tecnica e identità: il menu che racconta un percorso

La cucina di Amina si basa su un principio semplice: rispettare la tradizione marocchina senza trasformarla in un esercizio nostalgico.
Le ricette restano riconoscibili, ma vengono alleggerite nella forma e nella presentazione, mantenendo però intatta la profondità dei sapori. Spezie, cotture lente e contrasti dolce-salato restano elementi centrali del menu. Il percorso gastronomico si apre con una serie di antipasti pensati per la condivisione: zaalouk di melanzane, hummus, briouat fritti e insalate marocchine.
Sono piatti che introducono subito il linguaggio della cucina, lavorando su consistenze e aromi senza risultare mai pesanti.


Il cuore del menu è rappresentato dai grandi classici. Il cous cous viene proposto in diverse varianti, dalle versioni vegetali fino a quelle con carne, mantenendo una lavorazione attenta e una struttura leggera.
Accanto al cous cous, i tajine rappresentano l’altra anima della cucina: pollo con limone e olive, agnello con prugne e mandorle, piatti costruiti su cotture lente e sapori profondi.
La chiusura è affidata ai dolci tradizionali, con miele, frutta secca e tè alla menta, in linea con l’identità complessiva del ristorante.

Lo spazio: essenziale e coerente

Uno degli elementi più interessanti di Amina è la scelta di non costruire un ambiente folkloristico.
Lo spazio è pulito, essenziale, contemporaneo nelle linee ma neutro nel linguaggio. Una decisione precisa: lasciare che sia la cucina a raccontare la cultura, evitando scenografie forzate.
Questo approccio rende il ristorante più credibile e più integrato nel contesto milanese.

Informazioni utili

Amina  
Via Giulio Romano 15, Milano 

Orari: pranzo e cena 
Prezzo medio: 25–35€ 

Instagram: @amina.ristorante

Lascia un commento