Per una settimana il Liberty torna protagonista con centinaia di appuntamenti tra visite guidate, mostre, conferenze, aperture straordinarie e itinerari esclusivi. Dall’8 al 14 luglio 2026 si svolge infatti l’ottava edizione di Art Nouveau Week, il festival internazionale promosso dall’Associazione Italia Liberty e curato da Andrea Speziali, tra i maggiori studiosi europei dell’Art Nouveau.


L’edizione 2026 si preannuncia come la più grande di sempre: oltre 700 eventi distribuiti in più di 300 città tra Italia, Europa e Stati Uniti, con un programma che coinvolge musei, ville, palazzi storici, quartieri, cimiteri monumentali e architetture spesso normalmente non visitabili.
urbanfile go out intervista Andrea Speziali
Storico dell’arte, saggista, docente e artista, Andrea Speziali è considerato uno dei maggiori esperti internazionali dell’Art Nouveau e dello stile Liberty. Da anni è impegnato nella ricerca, nella tutela e nella valorizzazione di questo straordinario patrimonio attraverso pubblicazioni, mostre, conferenze e progetti culturali. È il fondatore e curatore di Art Nouveau Week e presidente dell’Associazione Italia Liberty, realtà che promuove la conoscenza dell’architettura e delle arti decorative della Belle Époque in Italia e all’estero.



Il 2026 rappresenta per lui un anno particolarmente significativo: oltre a guidare l’ottava edizione di Art Nouveau Week, è infatti autore del progetto grafico del primo francobollo ordinario della Repubblica Italiana dedicato all’Art Nouveau, emesso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell’ambito della serie Le Eccellenze del Patrimonio culturale italiano. Un riconoscimento storico che celebra il Liberty come parte integrante del patrimonio culturale nazionale e che inaugura simbolicamente la settimana internazionale dedicata a questo straordinario movimento artistico. In occasione di Art Nouveau Week 2026, in programma dall’8 al 14 luglio, gli abbiamo rivolto alcune domande per approfondire le novità del festival, il crescente interesse verso il Liberty e il valore di un patrimonio che continua a raccontare la storia delle nostre città.
Art Nouveau Week è arrivata all’ottava edizione. Come è nato questo progetto e quali sono stati i cambiamenti più importanti che ha visto nel corso degli anni?
Art Nouveau Week nasce da una necessità, non da un capriccio. Nasce dall’urgenza di restituire dignità a una stagione dell’arte che in Italia è stata troppo spesso liquidata con una parola gentile, “Liberty”, quasi fosse una decorazione da salotto, una carta da parati per nostalgici. Invece l’Art Nouveau è una rivoluzione. È l’ultima grande civiltà estetica europea prima della frattura del Novecento. All’inizio era un’intuizione: portare le persone davanti agli edifici, alle ville, ai ferri battuti, alle ceramiche, ai manifesti, alle facciate che ogni giorno guardano senza vedere. Poi il progetto è cresciuto. È diventato una rete, un festival, un censimento vivente. Dalla visita guidata siamo arrivati alla mostra, dalla conferenza alla ricerca, dal borgo italiano alla grande città europea e americana. Il cambiamento più importante è stato questo: Art Nouveau Week non è più soltanto un programma di eventi, ma una presa di coscienza collettiva. È un museo diffuso che non si chiude la sera, perché sta nelle strade.
L’edizione 2026 coinvolge oltre 300 città tra Italia, Europa e Stati Uniti. Quali sono le principali novità di quest’anno e quali eventi o aperture straordinarie consiglierebbe di non perdere?
L’edizione 2026 è, per dimensione, quasi irripetibile. Quando un festival arriva a coinvolgere oltre 300 città e centinaia di appuntamenti, non siamo più davanti a una manifestazione culturale: siamo davanti a una geografia della bellezza. È come se l’Art Nouveau, per una settimana, tornasse a parlare contemporaneamente in italiano, francese, tedesco, catalano, inglese, americano. E dicesse a tutti la stessa cosa: guardate meglio. La grande novità è il tema del mare, che non è un tema ornamentale, ma simbolico. Il mare è movimento, linea, metamorfosi, onda, corpo femminile, conchiglia, abisso, luce. È Art Nouveau allo stato puro. Consiglierei di seguire le aperture delle ville, le passeggiate nelle città balneari, gli itinerari tra Rimini, Riccione, Pesaro, Cesenatico, Viareggio, Palermo, Mondello, ma anche gli appuntamenti internazionali, perché l’Art Nouveau non ha passaporto. Da non perdere sono le mostre, le visite speciali, i percorsi sul Liberty marino e tutte quelle esperienze che costringono il pubblico a uscire dalla pigrizia dello sguardo. La bellezza non va solo fotografata: va riconosciuta.
Milano conserva un patrimonio Liberty straordinario, spesso poco conosciuto anche dai suoi abitanti. Se dovesse suggerire tre luoghi simbolo da scoprire durante Art Nouveau Week, quali sceglierebbe e perché?
Milano è una città che finge di essere solo capitale dell’economia, ma sotto il vestito severo della modernità conserva una sensualità decorativa straordinaria. Il Liberty milanese è colto, nervoso, elegante, borghese e visionario. Il primo luogo è Palazzo Castiglioni di Giuseppe Sommaruga. È il manifesto di una Milano che voleva essere europea, libera, potente, moderna. Non una città di provincia, ma una capitale. Quelle forme, quelle pietre, quelle tensioni plastiche sono un atto di orgoglio. Ricordo la monografia sull’architetto pubblicata da CartaCatanta editori nel 2017 in cui l’associazione Italia Liberty celebrava Sommaruga nell’anno del centenario dalla morte e centocinuantesimo dalla nascita. Memorabile la cerimonia organizzata da Confcommercio che folgorò anhe il sindaco Sala. Il secondo è Casa Galimberti, in via Malpighi. Lì il Liberty diventa pittura urbana. La facciata non è una parete: è un racconto. È il trionfo della ceramica, del colore, della figura femminile, della decorazione che non si vergogna di essere decorazione, perché quando la decorazione è alta diventa architettura. Il terzo è Casa Campanini. Le sue figure femminili, le sue linee, la sua teatralità architettonica dimostrano che il Liberty non è mai soltanto stile: è desiderio. È la città che sogna di essere corpo, natura, teatro. Milano dovrebbe ripartire anche da lì, da quella bellezza che spesso i milanesi superano di fretta, come se avessero sempre un appuntamento più importante della meraviglia.
Lei è uno dei maggiori studiosi del Liberty a livello internazionale. C’è un edificio, un dettaglio architettonico o una storia che ancora oggi riesce a sorprenderla e che racconta meglio di ogni altra l’anima dell’Art Nouveau?
Non amo le classifiche, perché l’arte non è una gara di atletica. Però ci sono dettagli che valgono più di interi manuali. Penso alle ville dell’Adriatico, alle architetture nate per la villeggiatura, alla stagione in cui il mare non era ancora consumo di massa, ma rito, eleganza, salute, sogno. Villa Ruggeri a Pesaro, Villa Zanelli a Savona, Villa Embassy a Rimini: sono luoghi che raccontano una civiltà. Mi colpiscono soprattutto i dettagli perduti, mutilati, sopravvissuti per caso. Una sirena, una conchiglia, un ferro battuto, una maiolica, una figura femminile che resiste su una facciata mentre tutto intorno cambia. L’Art Nouveau vive in questa tensione: la bellezza fragile contro la brutalità del tempo. È uno stile che nasce per celebrare la vita, la natura, la donna, il fiore, l’acqua, e proprio per questo ci commuove quando lo vediamo ferito. Ogni edificio Liberty salvato è una vittoria contro l’analfabetismo estetico.


Qual è il messaggio che spera il pubblico porti con sé dopo aver partecipato ad Art Nouveau Week 2026 e quale futuro immagina per questa manifestazione nei prossimi anni?
Vorrei che il pubblico capisse una cosa semplice: la bellezza non è un lusso. È una responsabilità. Non si difende ciò che non si conosce. E non si conosce ciò che non si guarda. Art Nouveau Week serve a questo: a insegnare a guardare. Una villa abbandonata, una ringhiera, un manifesto, una decorazione floreale, una facciata con una donna dai capelli mossi non sono “cose vecchie”. Sono documenti della nostra civiltà. Il futuro della manifestazione non deve essere soltanto crescere nei numeri. I numeri impressionano, ma non bastano. Bisogna consolidare la ricerca, costruire un archivio sempre più forte, coinvolgere le scuole, le università, i comuni, i musei, i proprietari privati, le guide, gli studiosi. Bisogna trasformare il festival in una coscienza permanente del patrimonio Art Nouveau. Il sogno è che un giorno nessuno debba più spiegare perché una villa Liberty va salvata. Sarà evidente. Come è evidente che non si brucia una biblioteca, non si cancella un affresco, non si demolisce una memoria. Art Nouveau Week vuole arrivare lì: non alla nostalgia, ma alla consapevolezza. Non al passato, ma al futuro della bellezza.
Un viaggio nel mondo dell’Art Nouveau



L’obiettivo del festival è raccontare il linguaggio internazionale dell’Art Nouveau – conosciuta in Italia come Liberty – attraverso un calendario capace di unire divulgazione, ricerca scientifica e turismo culturale.
Per sette giorni sarà possibile partecipare a:
- visite guidate condotte da esperti e storici dell’arte;
- mostre temporanee dedicate ai protagonisti del Liberty;
- conferenze internazionali con studiosi e ricercatori;
- aperture straordinarie di edifici normalmente chiusi al pubblico;
- percorsi urbani dedicati all’architettura, alle arti decorative e al design di inizio Novecento;
- eventi speciali pensati anche per fotografi, appassionati e curiosi.
Oltre 300 città coinvolte nel mondo: milano una delle protagoniste




L’edizione 2026 amplia ulteriormente i propri confini internazionali. Il festival attraverserà città simbolo del Modernismo come Barcellona, New York, Chicago, oltre a numerose destinazioni italiane, da Torino a Palermo, passando per centri meno conosciuti ma ricchi di testimonianze Liberty. L’idea è quella di costruire una vera e propria rete internazionale dedicata alla valorizzazione del patrimonio Art Nouveau, mettendo in dialogo architettura, arti decorative, grafica, design e storia urbana.




Anche Milano, una delle capitali italiane del Liberty, partecipa alla manifestazione con appuntamenti dedicati ad alcuni dei suoi luoghi più rappresentativi.Tra gli eventi in programma spicca la visita guidata “Spazio al Liberty: fuori dalle costrizioni, arte e inventiva al Cimitero Monumentale”, prevista il 12 luglio, un itinerario che permette di scoprire uno dei più straordinari musei a cielo aperto d’Italia attraverso monumenti funerari, sculture e architetture che raccontano l’eleganza del primo Novecento.
Le grandi mostre dell’edizione 2026 e molto altro
Accanto agli itinerari guidati, Art Nouveau Week propone anche importanti esposizioni internazionali.
Tra queste:
- “Giuseppe Sommaruga (1867–1917). Visione e regia del Liberty italiano”, dedicata al grande architetto milanese;
- “L’Art Nouveau in Italia. La linea organica tra natura e arti applicate”, che racconta l’evoluzione dello stile floreale italiano;
- “Louis Comfort Tiffany. Il sogno dell’Art Nouveau”, ospitata a New York e dedicata al celebre maestro delle vetrate artistiche.



Uno degli elementi distintivi del festival resta il forte legame con la ricerca. Per tutta la settimana è infatti previsto il ciclo internazionale di conferenze “Sulla cresta dell’Art Nouveau. L’onda del Liberty nell’Europa della Belle Époque”, rivolto sia agli studiosi sia agli appassionati che desiderano approfondire storia, architettura, arti decorative e protagonisti del movimento Liberty.
Un catalogo monumentale e il censimento mondiale del Liberty
In occasione dell’edizione 2026 viene inoltre pubblicato il nuovo catalogo-programma internazionale, un volume di oltre mille pagine che raccoglie il calendario completo degli eventi e presenta anni di ricerche coordinate da Andrea Speziali. Il lavoro comprende anche uno dei più ampi censimenti dedicati all’Art Nouveau, con oltre 40.000 edifici catalogati nel mondo, diventando uno strumento di riferimento per studiosi, architetti e appassionati.



Art Nouveau Week rappresenta oggi uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati al -Liberty. Un festival che invita a rallentare il passo, osservare dettagli spesso dimenticati e riscoprire un patrimonio diffuso fatto di ferri battuti, vetrate, ceramiche, decorazioni floreali e architetture che ancora oggi raccontano il sogno della Belle Époque. Dal 8 al 14 luglio, centinaia di città apriranno le porte a un viaggio tra arte, storia e bellezza, dimostrando quanto il Liberty continui a essere sorprendentemente contemporaneo.
Informazioni utili
Art Nouveau Week 2026
📅 Quando: dall’8 al 14 luglio 2026
🌍 Dove: oltre 300 città tra Italia, Europa e Stati Uniti
🎟️ Programma: visite guidate, mostre, conferenze, aperture straordinarie, itinerari urbani e incontri culturali.
Per consultare il calendario completo e prenotare gli eventi è possibile visitare il sito ufficiale www.italialiberty.it
@artnouveauweek