Urbanfile Go Out | Ghe Pensi Mi: il locale di NoLo che è diventato un fenomeno culturale – Intervista a Matteo Russo

Da semplice bar di quartiere a laboratorio creativo della nuova Milano

Ci sono luoghi che nascono come locali e finiscono per diventare qualcosa di molto più grande. È quello che è successo al Ghe Pensi Mi, insegna ormai iconica del quartiere NoLo, che negli ultimi anni si è trasformata in uno dei più interessanti punti d’incontro della creatività milanese.

Definirlo un bar sarebbe riduttivo. Chiamarlo circolo culturale sarebbe altrettanto limitante. Il Ghe Pensi Mi è diventato una sorta di ecosistema dove convivono musica, comicità, televisione, letteratura, podcast, stand-up comedy, cultura pop e socialità di quartiere.Un luogo che racconta una Milano diversa da quella delle cartoline e dei grattacieli: più spontanea, inclusiva e profondamente legata alle persone che la vivono.

intervista a Matteo Russo

Dietro il progetto c’è Matteo Russo, imprenditore e anima del locale, che negli anni ha costruito attorno al Ghe Pensi Mi una vera comunità. L’obiettivo non era semplicemente aprire un locale, ma creare uno spazio capace di mescolare intrattenimento, incontri e relazioni umane. Un luogo dove bere una birra potesse trasformarsi in una serata di stand-up comedy, in una presentazione di libri o in un concerto improvvisato. La crescita è stata progressiva ma costante, fino a rendere il Ghe Pensi Mi uno dei simboli della rinascita culturale di NoLo.

Oggi Ghe Pensi Mi è molto più di un locale: è diventato un punto di riferimento culturale per Milano e per il quartiere NoLo. Quando guardi il percorso fatto finora, cosa rappresenta per te questo progetto?

Sin da subito dico che il Ghe non nasce con l’obbiettivo di creare un qualcosa di definitivo, ma con un’idea di “vediamo fin dove può portarci questa cosa”. Alcune idee le avevo ben chiare, altre si sono trasformate e altre ne arriveranno ancora. Ma di sicuro il Ghe nasce e continua a portare avanti il concetto di luogo di quartiere. Un luogo culturale, legato al quartiere. Ho la fortuna di vivere anche in questo quartiere e fare qualsiasi cosa per migliorare il luogo dove si vive, per me, è tutto. Vediamo fin dove ci porterà, ma il concetto di quartiere è al centro di quest’idea. 

In una città che cambia velocemente come Milano, quale pensi sia il segreto che ha permesso al Ghe Pensi Mi di creare una comunità così affezionata e trasversale, capace di unire generazioni, professioni e interessi diversi?

Rallentare e cercare di capire i bisogni del momento. Per quanto possibile, ho capito che ascoltare fa tanto. Dite bene quando dite che Milano è una città che cambia velocemente, ma come altrettanto velocemente è capace di farti perdere l’obiettivo e concentrarti su cose inutili. A volte basta rallentare e concentrarsi. 

Molti dei format nati qui – da Fantastico a SanNoLo – hanno saputo trasformarsi in veri fenomeni cittadini. Come riconoscete un’idea che vale la pena sviluppare e quanto conta l’istinto rispetto alla programmazione?

Io credo che l’istinto faccia gran parte del lavoro, il resto un po’ la passione, un po’ i valori messi in campo e un po’ la fortuna. Alla base c’è sempre la motivazione per cui fare una cosa. Dopodiché il gruppo di lavoro fa tanto, lavorare con le persone giuste è molto importante. 

Il Ghe Pensi Mi ha contribuito a raccontare una Milano diversa, più spontanea, creativa e inclusiva. C’è qualcosa che pensi la città abbia imparato da NoLo e, viceversa, qualcosa che NoLo ha imparato dalla città.

Milano è una città generosa e allo stesso complicata, Nolo (e ancora prima Pasteur) per me è un’isola felice. Non so quanto cambierei questo quartiere con altri. Nolo insegna a Milano ad aprire la mente e gli orizzonti, Milano insegna a Nolo a fare comunque attenzione alle cose. 

Tra pochi giorni riparte Ghe Pensi Mar. Come è nata l’idea di portare lo spirito del Ghe Pensi Mi fuori da Milano e cosa troveranno quest’estate le persone che raggiungeranno Marina Romea? Possiamo aspettarci qualche novità o sorpresa rispetto alle edizioni precedenti?

Provo a farla breve. Durante il periodo del Covid, un gruppo di amici (Marco, Luca e Giovanni, tutti e tre autori) mi chiamò per propormi di conoscere Yuri, uno dei soci del lido Polka. L’idea era quella di creare un festival in Romagna, a Marina Romea, poco sotto Ravenna, in un luogo che sentivamo molto vicino al nostro modo di vedere le cose: un lido con una forte identità, già attivo nell’organizzazione di eventi, ma con la voglia di fare ancora di più per il territorio. L’obiettivo era fare squadra, mettendo in campo ognuno le proprie competenze e sensibilità. Mi raccontarono il progetto, le motivazioni che lo animavano e quanto fossero speciali sia il lido sia quella zona. Io in realtà conoscevo poco la Romagna e non ero mai stato da quelle parti. Mi bastarono poche chiacchiere con tutti loro per capire che c’era qualcosa di interessante. Mi colpì subito l’energia che trasmettevano, soprattutto considerando il momento storico che stavamo vivendo. Ed eccoci qua. E più andiamo avanti, più mi sembra di stare a casa. Il Ghe e il Polka si assomigliano molto. Questa sarà un’edizione ancora più piena, più completa. Tra di noi c’è sempre quasi una sfida a rendere ancora più bella l’edizione successiva, pur essendo consapevoli della difficoltà della cosa. Il risultato è la programmazione che riusciamo a mettere su ogni anno. Come tutte le precedenti, anche quest’anno c’è veramente un bellissimo tabellone. Si quest’anno ci saranno novità, stiamo riempiendo anche la domenica, a livello territoriale ci sono delle novità a Marina Romea e per tutto il resto vi tocca venire per rendervi conto di cos’è..ci sono cose che non si possono spiegare. Che bella la Romagna, non l’avrei mai detto davvero.

Lorenzo Campagnari: la mente creativa dietro molti dei progetti più amati

Se Matteo Russo rappresenta il cuore imprenditoriale del Ghe Pensi Mi, una figura fondamentale nella sua evoluzione è quella di Lorenzo Campagnari, autore televisivo, conduttore e direttore artistico.

Campagnari, conosciuto da molti anche attraverso il personaggio di Lorello, ha collaborato alla costruzione dell’identità artistica e culturale del locale, contribuendo a sviluppare eventi e format che oggi sono diventati veri appuntamenti fissi della scena milanese, da Fantastico all’ormai celebre SanNolo. La sua esperienza maturata tra Rai, Mediaset, Sky e numerose produzioni televisive ha portato nel quartiere un approccio creativo capace di mescolare cultura pop, ironia e intrattenimento contemporaneo.

Fantastico: il varietà più surreale di Milano

Tra i format che meglio rappresentano lo spirito del Ghe Pensi Mi c’è senza dubbio Fantastico. Uno spettacolo difficilmente classificabile, che prende ispirazione dai grandi varietà televisivi italiani e li reinterpreta in chiave contemporanea, ironica e spesso surreale.

Sul palco si alternano comici, musicisti, personaggi televisivi, performer e ospiti inattesi, creando uno show che cambia continuamente forma e che proprio per questo ha conquistato un pubblico sempre più numeroso. Fantastico è diventato uno degli appuntamenti più riconoscibili del locale e uno dei motivi per cui il Ghe Pensi Mi continua ad attirare spettatori ben oltre i confini del quartiere.

Il legame con SanNoLo

Parlare di Ghe Pensi Mi significa inevitabilmente parlare anche di SanNoLo, il festival della canzone milanese nato come alternativa indipendente ai grandi eventi musicali nazionali. Negli anni il festival è cresciuto fino a diventare uno degli appuntamenti più seguiti della città, mantenendo però quello spirito ironico, inclusivo e anticonvenzionale che caratterizza il quartiere NoLo. Tra i protagonisti dell’organizzazione figurano proprio Matteo Russo e Lorenzo Campagnari, che hanno contribuito a trasformare SanNoLo in un evento riconosciuto anche al di fuori dei confini milanesi.

Quando Ghe Pensi Mi va al mare: nasce Ghe Pensi Mar

Negli ultimi anni il progetto ha superato i confini della città. Nasce così Ghe Pensi Mar, la versione estiva del format, ospitata sulle spiagge del Bagno Polka di Marina Romea, nel ravennate.

L’evento è diventato rapidamente uno dei festival più interessanti dell’estate italiana, portando in riva al mare lo stesso spirito che caratterizza il locale milanese: incontri, musica, libri, stand-up comedy, televisione, radio, divulgazione scientifica e cultura pop. L’edizione 2026 prevede cinque giorni di appuntamenti gratuiti, confermando la crescita di un progetto nato quasi per gioco e diventato un vero festival multidisciplinare.

Un modello unico nella Milano contemporanea

Il successo del Ghe Pensi Mi non dipende soltanto dalla programmazione. La sua forza è aver saputo intercettare un bisogno molto contemporaneo: quello di creare luoghi di aggregazione autentici, dove cultura e intrattenimento convivano senza formalità. È uno spazio in cui si può assistere a una registrazione podcast, incontrare un autore televisivo, ascoltare un concerto, ridere durante uno spettacolo di stand-up o semplicemente bere qualcosa con gli amici.In una città sempre più veloce e competitiva, il Ghe Pensi Mi continua a ricordare che le idee migliori nascono spesso attorno a un tavolo condiviso.

Grazie a Matteo per averci aiutato a raccontare meglio tutti i progetti, la forza di uno Staff e il successo di un progetto visionario e coraggioso, che lo rende speciale per l’intero quartiere.

Informazioni utili

📍 Ghe Pensi Mi

Piazza Morbegno, 2
Milano – Quartiere NoLo

🕒 Apertura:
Martedì – Domenica
17:00 – 01:00
Lunedì chiuso

🌐 Sito e prenotazioni:
Instagram ufficiale @ghepensi_mi

📸 Instagram:
@ghepensi_mi

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