Urbanfile Go Eat | Hostaria Acquanera: tra Lombardia e Piemonte, la cucina contemporanea nel verde del Ticino

A BOFFALORA SOPRA TICINO, ACCANTO AL SANTUARIO DELLA MADONNA DELL’ACQUANERA, LA FAMIGLIA VENEGONI PORTA IN TAVOLA QUATTRO GENERAZIONI DI TRADIZIONE

Ci sono posti per i quali vale la pena lasciare Milano e guidare qualche chilometro verso ovest, soprattutto quando, quasi improvvisamente, il paesaggio urbano lascia spazio alla campagna. A Boffalora sopra Ticino, poco oltre Magenta e nel verde del Parco del Ticino, Hostaria Acquanera è uno di questi indirizzi. Il ristorante si trova accanto allo storico Santuario della Madonna dell’Acquanera, in una zona di confine che racconta già molto di ciò che arriverà in tavola: da una parte la Lombardia, dall’altra il Piemonte e, in mezzo, il Ticino.  È proprio dall’incontro di questi territori che nasce una parte importante della filosofia del locale. Ma per comprenderla davvero bisogna fare un piccolo passo indietro.

UNA STORIA DI FAMIGLIA LUNGA QUATTRO GENERAZIONI

L’Hostaria Acquanera nasce nel 2016 come progetto della famiglia Venegoni, ma la sua storia gastronomica comincia molto prima. Da quattro generazioni la famiglia lavora infatti nel mondo dei salumi e del buon cibo. Quando apre il ristorante, decide di mettere questa eredità al centro di un progetto capace di far incontrare due mondi: quello della tradizione e quello della cucina contemporanea. 

È la stessa famiglia a raccontarlo nelle prime pagine del menu: da una parte la passione per la cucina di questa zona di confine tra Piemonte e Lombardia e, in particolare, per la tradizione dei salumi; dall’altra la voglia di sperimentare, creare nuovi abbinamenti e costruire esperienze gastronomiche partendo dalla ricerca delle materie prime.  Una dichiarazione d’intenti che, leggendo la carta dell’estate 2026, diventa piuttosto evidente. Perché qui convivono ossobuco e teriyaki, Fassona e ceviche, pasta di salame e pak-choi, raspadüra e chimichurri. E il risultato è una cucina difficile da rinchiudere nella definizione di semplice ristorante lombardo.

SI COMINCIA, NATURALMENTE, DAI SALUMI

Il legame con la storia familiare emerge fin dall’inizio del menu. La proposta dal nome “La famiglia e non solo…” mette insieme il Crudo Riserva Venegoni stagionato 28 mesi, salame nostrano, Coppa Antica e pancetta con Piattone della Valtellina, Toma piemontese e Pecorino Senese stagionato. È disponibile per una o due persone, rispettivamente a 16 e 30 euro.  Ma basta andare poco più avanti per capire che l’Hostaria non intende fermarsi alla tradizione.

C’è L’Uovo, con cuore d’uovo fondente, crema al formaggio di capra, tartufo estivo e polvere di asparagi; la Tartare di Fassona piemontese incontra stracciatella di bufala, gel al basilico e crumble alla pizzaiola; mentre la Trota salmonata marinata viene servita con finocchi, arance e maionese all’aneto. E per chi preferisce iniziare senza carne o pesce c’è la Melanzana perlina alla Norma, accompagnata da crema di burrata, ricotta salata e basilico. Gli antipasti della carta di luglio si muovono tra 16 e 19 euro.  È già qui che emerge la doppia identità dell’Acquanera: prodotti riconoscibili e sapori familiari, ma inseriti in costruzioni decisamente più contemporanee.

IL RISO RACCONTA IL TERRITORIO

Se i salumi raccontano la famiglia, il riso racconta invece il luogo. Siamo del resto in una terra dove la pianura lombarda incontra quella piemontese e il ristorante cita proprio il riso coltivato sulla sponda piemontese del Ticino tra i prodotti alla base della propria identità gastronomica.  E nella carta estiva ci sono due risotti che sembrano raccontare perfettamente le due anime della cucina.

Il primo è il Risotto Òss Bus: Carnaroli allo zafferano con ossobuco e polvere di gremolada. Costa 30 euro ed è probabilmente il piatto più esplicitamente lombardo del menu. Il secondo prende una direzione completamente diversa: Persico, un Carnaroli con filettini di pesce persico, salvia e salsa teriyaki. Stesso ingrediente di partenza, ma due interpretazioni quasi opposte.  Ed è interessante che proprio il risotto sia diventato nel tempo uno degli elementi riconoscibili del ristorante, che sul proprio sito segnala anche il riconoscimento di “Miglior risotto” di Restaurant Guru 2022

DALLA NERANO ALLA PASTA DI SALAME

Gli altri primi continuano a viaggiare. Lo Spaghetto alla Nerano porta in Lombardia zucchine, Provolone del Monaco e basilico, mentre lo Gnocco abbina gnocchi al nero di seppia a ragù d’astice, lime e crema cacio e pepe. Poi si torna improvvisamente a casa con il Raviolo: pasta ripiena di pasta di salame, raspadüra e tartufo nero.  È forse uno degli esempi più riusciti, almeno sulla carta, per capire l’idea alla base dell’Hostaria: non cancellare la cucina del territorio per inseguire quella contemporanea, ma prendere ingredienti profondamente radicati nella tradizione e inserirli in un linguaggio diverso. Si parla infatti di materie prime stagionali, provenienti per quanto possibile da produttori locali, alle quali vengono affiancati ingredienti di altre provenienze quando utili alla costruzione del piatto. 

CARNE, PESCE, QUALCHE CONTAMINAZIONE e…la griglia

Anche i secondi seguono la stessa strada. Il Vitello è un controfiletto alle erbe con insalatina belga glassata al balsamico e salsa tonnata. La Pluma di iberico viene nappata al rosmarino e servita con cipollotto arrostito e chimichurri. Con l’Anatra il viaggio si sposta ancora: petto d’anatra al sale, pak-choi al forno e salsa agli agrumi e zenzero. Per il pesce c’è invece una battuta di tonno rosso con crudité di verdure, ceviche e terra al nero di seppia, mentre la proposta vegetariana è uno strudel ripieno di verdure di stagione con gelato ai fiori eduli. I secondi vanno dai 19 ai 26 euro. 

Per chi preferisce una cucina più essenziale, l’Hostaria dedica infatti un’intera sezione alla carne alla griglia. Si parte dalla tagliata di controfiletto di Black Angus irlandese a 22 euro e dal Cube Roll argentino, costata di manzo senz’osso proposta a 24 euro. Ci sono poi la costata di Scottona Bavarese da 500 grammi, a 6 euro l’etto, e una Fiorentina di Scottona Bavarese da 1,2 kg, a 7 euro l’etto. La “Nostra Grigliata”, a 22 euro, mette invece insieme tagliata di Black Angus, salamella nostrana e arrosticini.  Una proposta volutamente più lineare rispetto al resto della carta, che permette di scegliere tra l’elaborazione dei piatti della cucina e una materia prima lasciata maggiormente protagonista.

IL DOLCE NON È UN DETTAGLIO

All’Acquanera anche il finale ha un suo spazio preciso. Il Tiramisù 2.0 diventa un cremoso al mascarpone con frutti di bosco. La Crostatina abbina mango caramellato e crema alla vaniglia, mentre il Semifreddo gioca con caffè, terra di cacao e vele di pasta fillo. Ci sono poi una Millefoglie con crema chantilly all’arancia e la Tarte au Citron, torta al limone e yuzu completata dalla meringa. I prezzi vanno dagli 8 ai 10 euro.  A tavola si può accompagnare il percorso con una carta dei vini che parte anche dai vini biologici del Garda prodotti dalla famiglia Venegoni, per poi estendersi ad altre zone vinicole italiane. 

UNA CASCINA NEL VERDE DEL TICINO

Ma l’Hostaria Acquanera non è interessante soltanto per ciò che arriva nel piatto. La posizione contribuisce parecchio all’esperienza. Il ristorante è immerso nella campagna del Parco del Ticino, vicino all’omonimo Santuario della Madonna dell’Acquanera. All’interno l’ambiente mantiene un’atmosfera calda e curata; all’esterno, durante la bella stagione, ci sono un ampio dehors coperto e un grande cortile. La sala principale può accogliere circa 50 ospiti e la struttura dispone inoltre di spazi dedicati a eventi e ricevimenti.  È anche questo a rendere il locale piuttosto trasversale. Durante la settimana funziona come indirizzo per il business lunch, con proposte che cambiano quotidianamente, mentre nel fine settimana diventa soprattutto una destinazione per un pranzo o una cena fuori città. E non manca neppure un menu Kids: pasta al ragù, al pesto oppure in bianco, filetto di tacchino alla piastra con patate al rosmarino e gelato alla crema con cacao. 

Alla fine, la definizione che probabilmente racconta meglio l’Hostaria Acquanera è proprio quella utilizzata dalla famiglia: una cucina di confine. Il confine geografico è quello tra Lombardia e Piemonte. Quello gastronomico, invece, diventa molto più sfumato. Nel menu convivono l’ossobuco e il tartufo, il Crudo Riserva Venegoni e il persico, la Fassona e la raspadüra. Ma accanto arrivano yuzu, teriyaki, ceviche, chimichurri e pak-choi. Non sembra esserci la volontà di abbandonare la tradizione. Al contrario, è proprio quella tradizione a fornire le fondamenta sulle quali sperimentare. E forse è questo l’aspetto più curioso dell’Hostaria Acquanera: quattro generazioni di storia gastronomica che, invece di guardare soltanto indietro, hanno deciso di continuare a muoversi.


INFORMAZIONI PRATICHE

Hostaria Acquanera
Strada Vicinale Acquanegra Cascina
20010 Boffalora sopra Ticino (MI)

Orari
Lunedì–venerdì: 12:00–15:00
Sabato e domenica: 12:30–15:30
Venerdì, sabato e domenica: 19:30–23:30 

Telefono: 02 9725 0589

Prezzi alla carta: antipasti 16–19 €, primi 17–30 €, secondi 19–26 €, dessert 8–10 €. 

Sito ufficiale https://www.hostariaacquanera.it
Instagram @hostariaacquanera

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